I migliori spot al mondo: dove fare surf secondo i campioni

Nata a Genova, trentenne, Ludovica Robaudo è una surfista e modella con un passato da ballerina di danza classica. Divisa tra le onde e il mondo della moda, ha cavalcato il mare bene o male in tutto il mondo, dalla Liguria alla California fino alle isole Maldive.

 

 Ludovica Robaudo è la persona giusta per raccontarci i momenti chiave di uno sport acquatico unico, che permette un rapporto di intimità con la natura che difficilmente si trova altrove. Quando ho iniziato a fare surf? Bene o male vado sulla tavola da sempre, ma prima di dedicarmi davvero seriamente al surf ho fatto per 18 anni danza classica. Verso i 23 anni ho ripreso a fare surf con regolarità - ricorda Ludovica Robaudo - vivendo in Liguria a ogni mareggiata mi mettevo la tavola sottobraccio e andavo a inseguire le onde tra Levante e Ponente. Poi? Poi mi sono spostata in tutto il mondo.

Luovica Robaudo è una giramondo che danza sulle onde con la tavola, a zonzo per i sette mari: “Ho avuto la fortuna di girare parecchio, le cose mi hanno portata a viaggiare veramente in tanti posti: Panama, Costa Rica, Maldive, Jamaica, Stati Uniti. Buona parte della mia vita l’ho passata su una tavola da surf!”. Quindi può svelarci il segreto: dov’è che si surfa meglio?

"Vivendo in Liguria a ogni mareggiata mi mettevo la tavola sottobraccio e andavo a fare surf tra Levante e Ponente. Poi? Poi mi sono spostata in tutto il mondo". Ludovica Robaudo

Per me le Maldive sono il paradiso del surfista. Le onde sono perfette, disegnate, e anche grazie alla barriera corallina “rompono” perfettamente sempre nello stesso modo, ma poi è proprio tutto il contesto a essere da sogno: l’acqua cristallina, il caldo, i coralli, i pesci colorati… inoltre le onde sono belle ripide, hanno una qualità molto alta. Sono il posto più bello in cui sono stata per fare surf ” conclude.

Cosa passa per le testa di una campionessa di surf come Luovica Robaudo in quei momenti? “Il take off è sicuramente l’attimo più bello: quanto ti metti in piedi sulla tavola e senti che l’onda ti prende diventi tutt’uno con lei. È un mix di sensazioni che ti fanno sentire viva, c’è di mezzo davvero di tutto, adrenalina, felicità, paura. Ed è un po’ quella la “droga” del surf che mi tiene viva, è una cosa a cui non potrei mai rinunciare, per me è la sensazione più bella del mondo”.

“Nel surf il momento più importante, l’attimo che non si dimentica, è quello del take off, quando ci si mette in piedi sulla tavola e si comincia a scivolare dentro all’onda”. Ludovica Robaudo

Fare surf però vuol dire anche andare alla ricerca del mare mosso. Per trovarlo girare il mondo indubbiamente aiuta, ma non per forza: perché secondo Ludovica Robaudo si può trovare lo spot perfetto sia nel Mediterraneo che nell’oceano: “Onde indimenticabili? Una l’ho presa nel nord della Sardegna un paio d’anni fa durante una mareggiata, ero con i miei amici in acqua, mi ha dato una bella botta! Se no un’altra che mi è rimasta nel cuore è in California - ci vado spesso perché parte della mia famiglia vive lì - e le onde di Santa Cruz a Steamer Lane mi sono rimaste nel cuore”. Ludovica non ha tutti i torti, anzi.

I migliori spot per fare surf in Italia

Dall’altro lato – ci spiega Ludovica Robaudo - dell’Italia un buono spot è Portonovo, nelle Marche, mentre scendendo lungo il litorale laziale non sono un segreto le onde di Santa Marinella e Ostia Lido. Per le isole, in Sicilia è meta di appassionati la zona di San Leone - a pochi km da Agrigento, mentre in Sardegna è La Marinedda - tra Olbia e Alghero - ad attirare surfisti da tutta Italia ed Europa.

Quanto ti metti in piedi sulla tavola e senti che l’onda ti prende diventi tutt’uno con lei.

Il periodo migliore per fare surf in Italia? Il surf è uno sport stagionale, ma le stagioni vanno lette in maniera un po’ controintuitiva: nel senso che le condizioni di mare perfette si riscontrano più di frequente in autunno, inverno e primavera, mentre l’estate non sempre è il momento ideale per un weekend lungo con tavola al seguito. Come mai? È “colpa” dell’anticiclone, che sostituendo le correnti atlantiche porta bel tempo, sole e mare piatto. Però basta sapersi organizzare e consultare le previsioni meteo al contrario, cercando non il sole ma il brutto tempo che potrebbe svoltarci la giornata, almeno se vogliamo dedicarla al surf.

Visto che non tutti girano il mondo con una tavola come bagaglio, che differenza c’è per chi surfa tra le onde nostrane e quelle dell’oceano, magari con quelle della California? “C’è una differenza di potenza: in generale per via delle correnti che magari nel Mediterraneo non abbiamo - o abbiamo meno intense - le onde dell’oceano sono molto più potenti. Anche se non è una regola fissa: qui in Liguria a Varazze abbiamo un’onda bella robusta, non è che uno è obbligato ad andare dall’altra parte del mondo”. Ma come nascono le onde?

Quali sono le migliori condizioni per fare surf?

È una questione di vento, che agendo sulla superficie dell’acqua forma increspature che poi crescono per chilometri fino ad andare a rompersi sulla spiaggia. Se questo fenomeno è alimentato da un vento abbastanza forte e per abbastanza tempo, ecco che nasce una mareggiata. La principale differenza tra il Mediterraneo e l’oceano poi è nella frequenza delle onde, che per una spiaggia oceanica non sono collegate solo ai giorni di tempesta, ma fanno parte anche del moto ondoso consueto. Per fare surf in Italia – spiega Ludovica - al contrario serve cercare le mareggiate, privilegiando Sardegna, Toscana e Liguria, dove sono più alte le possibilità di trovare onde degne di essere cavalcate.

Magari anche gli anni di danza sono tornati utili. “Sicuramente sì – conclude Ludovica Robaudo - Per l’equilibrio: avendo ballato sulle punte per tanti anni con le scarpette di gesso, alla prima onda della mia vita mi sono messa subito in piedi. Questo lo devo alla danza classica, che mi ha insegnato a conoscere bene il mio corpo, la mia fisicità, insegnandomi l’equilibrio e la flessibilità”.È una questione di vento, che agendo sulla superficie dell’acqua forma increspature che poi crescono per chilometri fino ad andare a rompersi sulla spiaggia. Se questo fenomeno è alimentato da un vento abbastanza forte e per abbastanza tempo, ecco che nasce una mareggiata. La principale differenza tra il Mediterraneo e l’oceano poi è nella frequenza delle onde, che per una spiaggia oceanica non sono collegate solo ai giorni di tempesta, ma fanno parte anche del moto ondoso consueto. Per fare surf in Italia – spiega Ludovica - al contrario serve cercare le mareggiate, privilegiando Sardegna, Toscana e Liguria, dove sono più alte le possibilità di trovare onde degne di essere cavalcate.

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